Il 28 aprile si celebra ogni anno la Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, una ricorrenza promossa dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro per sensibilizzare istituzioni, aziende e lavoratori sull’importanza di ambienti di lavoro sani e sicuri.
In occasione di questa giornata, abbiamo incontrato Claudio Belotti, il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione della Casa di Cura San Francesco. Con quasi trent’anni di esperienza nel settore — maturata prima nell’industria manifatturiera e poi in ambito sanitario — Belotti ci ha offerto una prospettiva concreta e approfondita su cosa significa oggi fare sicurezza sul lavoro, con uno sguardo particolare alle sfide specifiche di una struttura sanitaria.
Dalla formazione del personale alla costruzione di una cultura della sicurezza condivisa, passando per i rischi “invisibili” che caratterizzano il contesto ospedaliero: una conversazione che tocca temi cruciali, validi non solo per chi lavora in sanità, ma per chiunque si occupi di tutela dei lavoratori.
Partiamo dal suo percorso: come è arrivato a occuparsi di sicurezza sul lavoro e a ricoprire il ruolo di RSPP presso la Casa di Cura San Francesco?
Ho iniziato ad occuparmi di salute, sicurezza e ambiente nel 1996 presso un’azienda manifatturiera facente parte di un grosso gruppo italiano. In quegli anni era appena entrato in vigore il D.Lgs 626/94 e il contesto lavorativo era molto diverso rispetto ad oggi. Il mio ruolo era molto tecnico e in parte gestionale, da allora sono sempre stato molto aggiornato sia in termini normativi sia operativi. Via via che le norme diventavano sempre più stringenti, mi sono concentrato sugli aspetti organizzativi diventando inoltre auditor di sistemi di gestione ISO 14001 e ISO 45001
Il suo ruolo in una struttura sanitaria ha delle specificità particolari rispetto ad altri contesti lavorativi? Ce ne può parlare?
Una struttura sanitaria presenta rischi specifici particolari, il contagio biologico, movimentazione dei pazienti, radiazioni ionizzanti, nell’industria manifatturiera sono trascurabili mentre sono il cuore dei rischi di una realtà sanitaria.
L’organizzazione gerarchica inoltre presenta specificità tipiche di una struttura sanitaria ripartita tra medici infermieri e OSS.
Quanto è importante oggi parlare di sicurezza sul lavoro, soprattutto in ambito sanitario?
L’attenzione deve essere sempre tenuta alta, sia in ambito sanitario sia in ambito manifatturiero. In particolare le strutture sanitarie presentano rischi “invisibili” non facilmente riscontrabili da parte degli operatori (rischio biologico, radiazioni ionizzanti), per questo è fondamentale operare assieme a tutti i collaboratori per aumentare la sensibilizzazione
Che ruolo ha la formazione del personale nella prevenzione degli infortuni e di possibili incidenti sul lavoro?
La formazione è la prima forma di coinvolgimento del personale, solo attraverso la condivisione dei rischi e delle buone pratiche è possibile mantenere alta l’attenzione
È possibile, a suo parere, costruire una vera “cultura della sicurezza”? Quali sono, secondo lei, gli elementi fondamentali per svilupparla all’interno di una struttura sanitaria?
Costruire una cultura della sicurezza è necessario e fondamentale, in questi ultimi 20 anni abbiamo fatto tanto, ognuno di noi nel suo piccolo, con un commento uno sguardo ha contribuito con gli altri a costruire la “cultura della sicurezza”, dal caso ThyssenKrupp ad oggi sono stati fatti passi da gigante per la promozione della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Purtroppo i morti sul lavoro sono ancora troppi ed è necessario mantenere alta l’attenzione verso tutti.
Da ultimo, in occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza sul Lavoro, c’è un messaggio particolare che desidera condividere?
La salute e la sicurezza dei lavoratori sono un obiettivo comune che riguarda tutti i lavoratori, aziende, stato italiano. Nascondersi dietro a false scuse è inutile e pericoloso. Solo attraverso una cultura della sicurezza a 360° possiamo ambire ad un futuro migliore

