Dott. Ramponi e dott. Beretta, quali sono state le premesse che hanno portato a questo percorso di affiancamento e quale valore rappresenta per la Casa di Cura San Francesco?
Il dott. Beretta è stato selezionato dalla nostra Direzione del Personale già nel novembre scorso; provenendo dal settore pubblico, il tempo necessario per ottenerne la piena disponibilità e operatività presso la nostra struttura ha richiesto un periodo piuttosto lungo. Durante questo tempo abbiamo progettato insieme un periodo di affiancamento compatibile con la regolamentazione pubblica. Questo percorso ha consentito a Pietro di conoscere molti degli interlocutori con cui si dovrà confrontare nel prossimo futuro, di identificare i cantieri organizzativi e gestionali ancora aperti e di costruirsi una lista di priorità da affrontare progressivamente. In questo è sostenuto dalle competenze maturate nelle precedenti esperienze formative e professionali, in particolare nell’ultima, presso la Direzione Medica dell’Ospedale di Desio (ASST Brianza).
Dott. Ramponi, dopo anni di esperienza alla guida di strutture sanitarie, quali valori e quale visione ritiene fondamentali trasmettere in questo passaggio?
Vi sono valori che fanno parte del patrimonio dell’Istituzione cui appartiene la Clinica e che devono essere perseguiti con forza e convinzione; è certamente più semplice farlo quando sono già parte del patrimonio valoriale personale. Va tuttavia considerato che operiamo in un contesto sociale le cui regole non sono dettate da noi ma che, in quanto parte di questa società, dobbiamo rispettare, cercando al contempo un equilibrio tra sostenibilità economica e valori carismatici della Congregazione. Si tratta di un equilibrio la cui ricerca è continua: talvolta più agevole, talvolta estremamente complessa.
Nell’esercizio del ruolo di Direttore Sanitario ho sempre cercato di ascoltare e valorizzare i contributi di colleghi e collaboratori, promuovendo rapporti professionali il più possibile trasparenti, pur nella consapevolezza delle diverse responsabilità e del fatto che il processo decisionale rappresenta una componente quotidiana della vita organizzativa. Decisioni condivise o meno, giuste o meno, obiettive o soggettive, con effetti immediati o differiti, guidate sempre dal binomio carisma-sostenibilità.
Dott. Beretta, cosa significa per lei raccogliere il testimone da una figura di grande esperienza come il dott. Ramponi?
Per me è stata una grande opportunità poter conoscere così da vicino, sul piano professionale, il dott. Ramponi. Fin da subito ha condiviso con me, in modo diretto, questioni, problematiche e possibili sviluppi relativi alle attività in corso. La stima che mi ha dimostrato mi ha consentito di entrare nelle tematiche con maggiore decisione ed efficacia, facilitandomi nell’assunzione delle responsabilità affidatemi.
Resta evidente che ciò non colma la differenza di esperienza e di “sapienza professionale” che il dott. Ramponi esprime, in particolare negli incontri e nei dialoghi con colleghi e collaboratori: si tratta soprattutto di relazioni umane, e in questo senso cercherò di fare tesoro del suo modo di viverle e interpretarle.
Quanto è importante un periodo di affiancamento per garantire continuità e qualità nella Direzione Sanitaria?
Non riteniamo sia possibile definire a priori una durata ideale. Conta certamente il tempo, ma ancor più l’intensità dell’esperienza, l’impegno di chi trasmette e di chi riceve, il contesto organizzativo e la disponibilità del personale ad accogliere il cambiamento, oltre ad altri fattori indipendenti dalla nostra volontà. L’affiancamento è soprattutto utile per individuare gli elementi conoscitivi necessari a definire le priorità, le aree più critiche e quelle meno bisognose di interventi immediati.
Quali sono oggi le principali sfide per una Direzione Sanitaria in una struttura come la nostra?
Sul piano operativo è fondamentale sviluppare la raccolta e la gestione delle informazioni cliniche e non solo. La possibilità di raccogliere e rendere accessibili ai pazienti i dati relativi al loro stato di salute rappresenta un elemento essenziale e qualificante. Un sistema informativo clinico adeguato costituisce la base per la trasparenza verso l’utenza, per il mantenimento della qualità — intesa come sicurezza, appropriatezza e soddisfazione dei bisogni — e per la gestione delle implicazioni medico-legali, a tutela dei professionisti sanitari.
Sul piano del coordinamento e dell’integrazione tra professioni, la Direzione Sanitaria svolge un ruolo complesso che richiede capacità di ascolto, analisi e mediazione tra istanze anche divergenti, senza mai perdere di vista le finalità dell’organizzazione. Questa funzione deve essere esercitata in modo continuo e richiede collaboratori disponibili a lavorare su obiettivi di medio periodo. Implica inoltre la capacità di gestire le frustrazioni legate al mancato raggiungimento di risultati immediati, di modificare percorsi programmati e di riconoscere eventuali errori. In questo senso si tratta di un ruolo “politico”, inteso come orientato al bene comune.
Esperienza e nuove competenze: come si integrano concretamente nel lavoro quotidiano tra di voi?
L’esperienza di Pietro rappresenta un supporto importante per la Direzione Generale, in particolare per la conoscenza della normativa regionale e nazionale. L’esperienza consolidata di Carlo facilita invece l’inserimento nelle dinamiche aziendali, senza tuttavia limitare la capacità di valutazione autonoma di Pietro. Come recita un noto detto: “non ho bisogno di suggerimenti, preferisco sbagliare da me”. L’errore fa parte del percorso di crescita individuale ed è sempre occasione di riflessione e apprendimento.
In questo passaggio cosa cambierà e cosa invece rimarrà invariato per pazienti e professionisti?
La Casa di Cura sta attraversando una fase di importanti cambiamenti, legati a nuovi progetti (Albino, nuova Endoscopia), a sfide future (Senologia) e a recenti interventi di riorganizzazione del Dipartimento Medico, le cui evoluzioni sono ancora all’attenzione della Direzione Generale.
Nel corso dell’anno corrente potrebbe concretizzarsi un significativo aggiornamento dell’assetto organizzativo, finalizzato allo sviluppo di nuovi servizi specialistici ambulatoriali e a una migliore ottimizzazione dell’attività di ricovero in ambito dipartimentale, valorizzandone efficacia ed efficienza.
Resteranno invece invariati il focus sulla qualità delle cure, la sicurezza del paziente e il rispetto di tutte le professioni, che continueranno a rappresentare il fondamento operativo della Clinica, delle RSA e dell’Istituto nel suo complesso.



