A partire da aprile assisteremo a un passaggio di testimone nell’Unità Operativa di Endoscopia Digestiva: come si inserisce questo cambiamento nel percorso di crescita della struttura?
La Direzione della CSF, in quest’ultimo anno, sotto la spinta del Consiglio di Amministrazione, ha scelto di investire energie e risorse in un rinnovamento tecnico e strutturale della struttura, affinché possa mantenere un’adeguata risposta alle esigenze cliniche e assistenziali dei nostri pazienti. Per quanto riguarda l’UO di Endoscopia Digestiva, è stato approvato un progetto di rinnovamento e ampliamento degli spazi e quindi dell’offerta di servizi ai pazienti, in termini di accoglienza, sicurezza e tecnologia. In quest’ottica, il passaggio di testimone è stato fortemente voluto e richiesto dal dott. Zanoni stesso, in modo da assicurare continuità e miglioramento al Servizio di Endoscopia da lui avviato nel lontano 1992.
Il servizio di endoscopia della Casa di Cura San Francesco è cresciuto nel tempo anche grazie al lavoro del dott. Zanoni: quali sono oggi i punti di forza su cui si costruisce questa nuova fase?
Per quello che ho potuto osservare nei sopralluoghi effettuati, il dott. Zanoni è riuscito a costruire un gruppo di persone – operatori, medici e infermieri – affiatato, che ha ben chiaro come il proprio lavoro sia parte dell’Opera degli Istituti di Madre Rubatto, dove al centro delle scelte c’è il malato. L’attività endoscopica nella Casa di Cura San Francesco, iniziata più di 30 anni fa con pochi mezzi a disposizione, è cresciuta nel tempo anche grazie agli importanti cambiamenti tecnologici, che hanno permesso di passare da strumenti a fibre ottiche con visione limitata alla moderna strumentazione ad alta definizione. Questo progresso tecnologico ha comportato un significativo aumento dell’attività, poiché oggi gli esami endoscopici rappresentano le indagini di prima scelta per la maggior parte delle patologie dell’apparato digerente. Il nuovo progetto di Endoscopia Digestiva si inserisce in questa prospettiva di continuo miglioramento e incremento dell’attività, anche per far fronte all’aumento delle richieste.
Questo passaggio nasce anche dalla collaborazione con Poliambulanza: quanto è importante oggi fare rete tra professionisti e strutture per garantire qualità ai pazienti?
In uno scenario nazionale caratterizzato da difficoltà del sistema sanitario, in cui aumentano sia la spesa pubblica sia le difficoltà di accesso alle cure, ma cresce anche la richiesta di prestazioni di alta qualità e quindi di investimenti adeguati, diventa sempre più importante che gli istituti religiosi no profit sviluppino alleanze e sinergie. La collaborazione con Poliambulanza è finalizzata a mettere l’esperienza tecnica, organizzativa e logistica di un grande ospedale al servizio della realtà della Clinica San Francesco, al fine di assicurare cure di alta qualità, standard tecnologici all’avanguardia e percorsi clinici condivisi, in un quadro di sostenibilità economica. Fondazione Poliambulanza e la Clinica San Francesco sono tra le strutture che partecipano al gruppo consortile “Sette Pani”, che, sotto la spinta della Pontificia Commissione della Sanità Cattolica, intende garantire agli Istituti Sanitari Religiosi sostenibilità carismatica ed economica.
Il dott. Zanoni continuerà a operare in struttura anche con il ruolo di Vice Direttore Sanitario: che valore ha questa continuità all’interno del team?
Il dott. Zanoni continuerà a operare in struttura sia come endoscopista, in collaborazione con il nuovo Responsabile, dott. Olivari, sia come Vice Direttore Sanitario, in collaborazione con il dott. Beretta, che da giugno assumerà il ruolo di Direttore Sanitario. La sua presenza rappresenta un valore importante, perché assicura un corretto passaggio di consegne e una continuità senza strappi o conflitti, in una prospettiva di continuo miglioramento, mantenendo i principi etici che hanno sempre contraddistinto l’operato della Clinica San Francesco.
Dott. Olivari, nel suo nuovo ruolo di responsabile dell’Unità Operativa, quali saranno le priorità per lo sviluppo del servizio nei prossimi mesi?
Il mio obiettivo prioritario è pianificare l’apertura del nuovo centro di Endoscopia Digestiva, prevista per l’autunno. In linea con quanto detto, la priorità dell’azione nei prossimi mesi e negli anni futuri sarà quella di garantire ai nostri pazienti ambienti adeguati, dignità della persona e qualità delle cure. Questo obiettivo verrà perseguito attraverso gli investimenti tecnologici effettuati dalla Direzione, con apparecchiature di ultima generazione, il monitoraggio delle prestazioni mediante l’adesione alle linee guida nazionali e internazionali e il mantenimento di un gruppo di operatori medici e infermieristici motivati verso obiettivi comuni.
Come si integrano esperienza consolidata e nuove competenze all’interno di questo passaggio di responsabilità?
Il dott. Zanoni conosce molto bene il territorio, le sue esigenze e i bisogni di salute dei cittadini bergamaschi, e ha creato una solida organizzazione del servizio. Le competenze maturate in Poliambulanza dal dott. Olivari possono consentire di intercettare esigenze specifiche di pazienti che possono beneficiare di trattamenti endoscopici o chirurgici innovativi, permettendo una gestione in continuità tra la CSF e Poliambulanza. Le competenze del dott. Olivari nelle certificazioni di qualità in Endoscopia Digestiva (Joint Commission International e Società Italiana di Endoscopia Digestiva) possono inoltre contribuire a creare un sistema strutturato di controllo della qualità, a tutela della sicurezza del paziente.
Dal punto di vista del paziente, cosa cambia concretamente e cosa invece rimane invariato in questo nuovo assetto organizzativo?
L’endoscopia della CSF continuerà a erogare le prestazioni attualmente disponibili, in particolare gastroscopie e colonscopie. Con l’apertura del nuovo centro, il paziente potrà beneficiare di un ambiente più accogliente e adeguato all’esecuzione degli esami endoscopici. Ci auguriamo inoltre di poter ampliare nel tempo il numero di prestazioni erogate, sia in convenzione con il SSR – compatibilmente con gli accordi regionali – sia tramite assicurazioni sanitarie, sia in regime di solvenza.
Qual è la visione condivisa per il futuro dell’endoscopia digestiva alla Casa di Cura San Francesco e per il ruolo della struttura nel territorio bergamasco?
La CSF è una realtà consolidata nel territorio bergamasco. L’Endoscopia Digestiva, anche grazie alle indicazioni del Consiglio di Amministrazione, intende mantenere un ruolo assistenziale di alta qualità, fondato su accoglienza e professionalità, rispondendo alle necessità dei pazienti nello spirito della fondatrice Madre Rubatto, oggi più che mai messe alla prova dalle difficoltà sistemiche della sanità nazionale.




