Una gestione economico-finanziaria attenta sostiene concretamente la qualità della cura.
Dietro ogni servizio sanitario efficace ci sono organizzazione e sostenibilità.
Il Dott. Bossi racconta il proprio percorso nella sanità.
Un’esperienza maturata tra consulenza, controllo di gestione e direzione amministrativa.
Oggi il suo ruolo affianca Direzione Generale e Direzione Sanitaria.
L’obiettivo è fornire dati utili alle scelte strategiche.
Investimenti, tecnologia e processi devono dialogare con le risorse disponibili.
Anche in un ente no profit la sostenibilità resta fondamentale.
Per continuare a curare bene serve guardare anche al futuro.
Una funzione poco visibile, ma decisiva per chi si prende cura.
“Anche in un ente no profit, la migliore scelta deve andare nella direzione della sostenibilità: solo così è possibile garantire oggi le cure e continuare a farlo anche domani”.
Dott. Bossi, ci racconta brevemente il suo percorso professionale e cosa l’ha portata alla Casa di Cura San Francesco?
Il mio percorso professionale è nato e si è sviluppato in ambito sanitario. Ho iniziato a lavorare nel mondo della sanità in veste di consulente nell’area del Milanese e del Pavese, occupandomi sia di organizzazione aziendale sia di gestione economica.
Quella era un’epoca focale per gli enti della pubblica amministrazione: si passava da una contabilità finanziaria a una contabilità economico-patrimoniale tipica delle aziende del settore privato. Come sempre accade durante questi cambiamenti, il lavoro svolto era duplice: tecnico, per dare al personale gli strumenti necessari per poter operare, e di processo, in quanto il cambio delle regole della gestione contabile portava anche alla necessità di un nuovo stile di lavoro.
Dopo alcuni anni svolti nel ruolo di consulente, ho avuto l’occasione, come si dice, di fare il salto e passare dall’altra parte, entrando in un’azienda sanitaria. Sono andato a lavorare in Liguria, presso il Gruppo Villa Maria, dove ho svolto per diversi anni il ruolo del controllo di gestione. È stata l’occasione per vedere i vari processi aziendali svolgersi nella loro interezza ed essere parte di una struttura produttiva.
Nel corso del 2005 ho lasciato la mia esperienza in riva al mare ligure per iniziare una nuova sfida nel gruppo KOS, presso una struttura ospedaliera sita in provincia di Mantova. La nuova realtà era una delle poche sperimentazioni gestionali validate da Regione Lombardia, in cui un privato ha preso in gestione un presidio ospedaliero pubblico attraverso un bando di gara a evidenza pubblica.
In questa realtà sono arrivato come Responsabile Amministrativo e, insieme al team di persone presenti, abbiamo lavorato per rifondare l’organizzazione e la gestione dell’ospedale, al fine di garantire la sostenibilità economica. Questa avventura è durata per oltre 20 anni ed è terminata a seguito dell’assegnazione della gestione della struttura a un altro ente.
Terminata questa esperienza, ho intrapreso alcune collaborazioni presso strutture sanitarie fino ad arrivare qui, con l’obiettivo di traguardare lo sviluppo dell’Istituto.
Il suo ruolo è meno visibile rispetto a quello clinico, ma fondamentale: cosa significa, concretamente, essere Responsabile Economico-Finanziario in una struttura sanitaria?
Il concetto di Responsabile Economico-Finanziario è una definizione mutevole, a seconda del momento storico in cui ci si trova e dell’organizzazione che ogni azienda ha deciso di darsi.
Partiamo dai compiti fondamentali che connaturano il ruolo del Responsabile Economico-Finanziario, che riguardano strettamente la parte contabile e la redazione della reportistica obbligatoria per legge, che è il bilancio d’esercizio composto dalle sue varie parti.
A questa parte meramente compilativa e quantitativa si può e si deve aggiungere una parte qualitativa, che dovrebbe connaturare sempre questa figura, in quanto il dato ha significato e utilità aziendale solo se contestualizzato nell’attività lavorativa dell’azienda.
Questo significa che il Responsabile Economico-Finanziario deve collaborare con il Controllo di Gestione, la Direzione Sanitaria e la Direzione Generale per mettere a loro disposizione i dati necessari per un attento controllo dell’andamento aziendale, su cui poter proiettare le ipotesi a breve e medio termine relative allo sviluppo e alla sostenibilità aziendale.
Tutto questo richiede che il Responsabile Economico-Finanziario sia coinvolto e partecipe alle scelte strategiche aziendali, in maniera da poter dare il proprio contributo sulla sostenibilità economica delle stesse e strutturi dei processi contabili idonei a fornire alla Direzione, sia Generale sia Sanitaria, la base dati necessaria per poter fare la migliore scelta tra quelle disponibili.
Ricordiamo che la migliore scelta, anche per un ente no profit come il nostro, deve andare nella direzione della sostenibilità.
In che modo una gestione economica attenta può contribuire direttamente alla qualità della cura dei pazienti?
Il mondo della sanità in Italia, da alcuni anni a questa parte, si trova in una tensione strutturale tra la necessità di trovare nuove risorse e costi sempre in crescita: da qui la crescita della spesa “out of pocket” da parte degli utenti, a fronte della crisi del welfare state.
In effetti, le attività svolte in regime di Servizio Sanitario Nazionale scontano da anni un’invarianza dei DRG e dei budget assegnati alle singole strutture, malgrado la forte impennata delle dinamiche inflattive: tutto questo richiede una gestione oculata delle risorse a disposizione.
Si tratta di selezionare gli investimenti, valutandoli oltre che da un punto di vista prettamente sanitario anche da un punto di vista di sostenibilità economica, in maniera da poter garantire la migliore cura erogabile con le risorse a disposizione.
Ricordiamo che l’obiettivo della nostra struttura, come tutte quelle del settore, è quello di erogare prestazioni sanitarie e fornire le cure alle persone che si presentano presso di noi, con un limite connaturato nelle risorse a disposizione, in quanto dobbiamo sempre guardare al domani e garantire la nostra attività anche per il futuro.
Qual è stata la prima sfida che ha affrontato entrando in questa realtà?
Il mio ingresso nell’Istituto è avvenuto in una fase di importanti novità, almeno da un punto di vista informatico, con l’introduzione di nuovi applicativi sia sanitari sia economico-gestionali.
La prima sfida che mi sono trovato ad affrontare, e su cui lavorerò anche nel prossimo periodo, riguarda l’avvio del nuovo sistema informatico adottato dall’Istituto per la gestione delle partite economico-gestionali.
Lavorare “al fianco di chi si prende cura” significa anche supportare medici e operatori: come si traduce questo nel suo lavoro quotidiano?
Il ruolo di un Responsabile Economico-Finanziario è anche quello di collaborare all’individuazione degli strumenti tecnici e informatici da dare agli operatori sanitari, al fine di poterli supportare al meglio nelle loro attività, riuscendo a ottenere le informazioni utili per una corretta rendicontazione e valorizzazione dell’attività svolta.
Quanto è importante oggi trovare un equilibrio tra sostenibilità economica e investimento nei servizi sanitari?
Oggi lo sviluppo tecnologico e informatico in sanità è diventato un fattore di ordinaria gestione, per non dire obbligatorio, per lavorare in sicurezza e in modo fluido.
Il solo lavoro per il Servizio Sanitario Nazionale ci obbliga a un investimento in tecnologie informatiche e tecnologiche da cui non ci si può sottrarre.
Questi sviluppi sono onerosi economicamente e impattano anche sull’organizzazione lavorativa, spesso richiedendo cambiamenti dei processi aziendali.
C’è un progetto o un ambito su cui si sta concentrando in modo particolare in questo periodo?
Al momento la mia attività è rivolta alla gestione del cambio del nuovo applicativo per la gestione economica dell’Istituto.
Guardando al futuro, quale contributo vuole portare alla crescita della Casa di Cura San Francesco?
Il contributo che potrei dare allo sviluppo della crescita dell’Istituto è la piena collaborazione e il supporto alla Direzione Generale e alla Direzione Sanitaria, per poter effettuare le corrette scelte strategiche e operative che permettano all’Istituto di continuare a lavorare in una situazione sempre più competitiva ed economicamente delicata



