Una giornata di festa, ma soprattutto di riconoscimento e memoria collettiva. Mercoledì 4 febbraio, alla RSA Maria Immacolata di Varese, si sono celebrati i compleanni delle ospiti centenarie, un traguardo raro che ha riunito istituzioni, familiari, caregiver e rappresentanti della comunità locale.
Alla cerimonia erano presenti il Sindaco e l’Assessore alle Politiche Sociali, accolti insieme ai familiari delle festeggiate in un momento carico di significato umano e simbolico. Un evento che è stato seguito anche dalle telecamere del TG, a testimonianza del valore pubblico dell’iniziativa.
A sottolineare il senso profondo della giornata è stato l’intervento della Responsabile Socio Sanitaria della struttura, Francesca Sardella, che ha ricordato come i cento anni non siano solo una cifra, ma una misura del tempo vissuto:
«Non è un traguardo simbolico in senso leggero: è una misura del tempo e, soprattutto, è una misura della vita. In cento anni si attraversano fratture, ricostruzioni, passaggi d’epoca. Si vede cambiare il mondo più volte».
Ogni centenaria, ha evidenziato Sardella, porta con sé non soltanto la propria storia personale, ma anche un pezzo di storia collettiva, diventando testimone vivente di trasformazioni sociali, culturali e storiche che attraversano più generazioni. La celebrazione, ha chiarito la Responsabile Socio Sanitaria, non è stata pensata come un momento puramente folkloristico, ma come un vero atto pubblico di rispetto e responsabilità:
«È un atto di riconoscimento pubblico. È dire, con chiarezza, che l’età non cancella il valore di una persona, e che la fragilità non autorizza mai la superficialità».
Nel suo intervento, Sardella ha inoltre richiamato il ruolo della comunità e delle istituzioni nel prendersi cura delle persone non autosufficienti, sottolineando come l’invecchiamento della popolazione sia una realtà già presente e non una previsione futura:
«Quando una comunità sceglie di essere presente in una RSA sta dicendo che la non autosufficienza non è un tema privato da lasciare dietro una porta. È una responsabilità condivisa».
Un messaggio forte, che ha trovato concretezza proprio nella giornata di festa, vissuta come un modo semplice ma essenziale per “dare il posto giusto a chi lo merita”, come ha concluso Sardella prima di lasciare spazio ai saluti istituzionali e agli auguri alle festeggiate.
Applausi, sorrisi e commozione hanno accompagnato il momento degli auguri alle centenarie, vere protagoniste della giornata, simbolo di una longevità che non è solo anagrafica, ma profondamente umana e sociale.



















