Nel cuore di ogni struttura sanitaria c’è un impegno silenzioso ma fondamentale: quello di garantire che le risorse, i processi e le attività siano organizzati in modo efficiente per sostenere al meglio il lavoro di chi ogni giorno si prende cura dei pazienti. In questa prospettiva il Controllo di Gestione svolge un ruolo cruciale, trasformando dati e analisi in strumenti concreti per orientare scelte strategiche e miglioramenti continui.
“Anche se il nostro lavoro è gestionale e amministrativo, ogni dato che analizziamo e ogni processo che ottimizziamo ha l’obiettivo di sostenere chi si prende cura in prima linea”.
Potete raccontarci chi siete e qual è il vostro ruolo all’interno dell’Ufficio Controllo di Gestione?
Siamo Laura e Nicola e facciamo parte dell’Ufficio Controllo di Gestione.
Laura, responsabile del team, coordina le attività di monitoraggio, analisi e reportistica, mentre Nicola, si sta occupando di supportare il lavoro quotidiano del controllo dei dati e dei processi.
Da quanto tempo lavorate in questa realtà e cosa vi ha portato a scegliere di operare in ambito sanitario?
Siamo un team relativamente nuovo: con l’arrivo di Nicola lavoriamo insieme da 8 mesi e mentre io (Laura) sono qui da 1 anno e mezzo. Abbiamo scelto il settore sanitario perché volevamo applicare le nostre competenze in un ambito che avesse un significato più profondo. Nel sanitario ogni decisione, ogni analisi e ogni miglioramento può tradursi in un beneficio reale per le persone. Questo ci dà un forte senso di responsabilità e motivazione quotidiana.
In cosa consiste, concretamente, il lavoro del controllo di gestione in una struttura sanitaria come la Casa di Cura San Francesco e l’Istituto Madre Rubatto?
Ci occupiamo di trasformare i dati in informazioni utili: monitoriamo gli indicatori economici e relativi ai volumi delle attività, analizziamo gli scostamenti rispetto agli obiettivi e supportiamo la direzione nella pianificazione e nelle decisioni strategiche.
Quali sono le principali attività che seguite nel quotidiano?
Quotidianamente raccogliamo e analizziamo dati, aggiorniamo report, monitoriamo costi e ricavi delle attività e supportiamo le altre funzioni nel prendere decisioni basate su informazioni affidabili.
Quali strumenti o metodi utilizzate per monitorare e migliorare l’efficienza e la sostenibilità delle strutture?
Ci appoggiamo principalmente a cruscotti di monitoraggio, analisi degli scostamenti, budgeting, strumenti di business intelligence e analisi di marginalità per ottimizzare costi, risorse e processi. L’obiettivo è garantire efficienza operativa e sostenibilità economica mantenendo alta la qualità dei servizi sanitari.
Quali sfide affrontate più spesso nel vostro ruolo e come le gestite?
Le principali sfide riguardano la gestione di dati complessi, le tempistiche strette e l’interpretazione di informazioni sanitarie tecniche. Le gestiamo con una forte collaborazione interna e un confronto continuo con i vari reparti.
Quanto è importante la collaborazione con gli altri uffici, i reparti e le direzioni sanitarie?
La collaborazione inter-aziendale è fondamentale per il nostro lavoro.
Il Controllo di Gestione, infatti, si basa su informazioni che provengono da molte aree diverse: amministrazione, direzione sanitaria, reparti clinici, risorse umane e uffici operativi. Senza un dialogo costante sarebbe impossibile comprendere le dinamiche cliniche e organizzative dietro ai numeri e quindi di aiutano ad interpretare correttamente le informazioni e avere dati completi, corretti e tempestivi.
In che modo il vostro lavoro contribuisce concretamente alla qualità delle cure offerte ai pazienti?
Il nostro lavoro contribuisce alla qualità delle cure in modo indiretto ma molto concreto.
Attraverso l’analisi dei dati, il monitoraggio dei costi e delle attività aiutiamo la struttura a utilizzare al meglio le risorse disponibili per garantire ai pazienti un’elevata qualità dei servizi un’organizzazione efficace dei servizi.
C’è un risultato o un progetto dell’ultimo anno di cui andate particolarmente fieri?
Uno dei progetti di cui andiamo più fieri è l’ottimizzazione del monitoraggio delle attività ambulatoriali e di ricovero. Abbiamo rivisto indicatori, cruscotti e modalità di analisi, permettendo ai reparti e alla Direzione di avere una visione molto più chiara di volumi, produttività e scostamenti. Grazie a questo lavoro oggi è possibile individuare criticità con maggiore anticipo e intervenire con azioni mirate.
Come si traduce il “prendersi cura” nel vostro ambito, che è più gestionale e amministrativo che clinico e in che modo il vostro impegno quotidiano sostiene chi si prende cura, cioè il personale sanitario e assistenziale?
Nel nostro ambito, il “prendersi cura” si traduce nel creare le condizioni affinché chi opera direttamente con i pazienti possa farlo nelle migliori circostanze possibili.
Anche se il nostro lavoro è gestionale e amministrativo, ogni dato che analizziamo e ogni processo che ottimizziamo ha l’obiettivo di sostenere chi si prende cura in prima linea.
Grazie




