Diagnosi di precisione. Alla Casa di Cura il nuovo macchinario da 1,5 milioni, unico in Lombardia.«Gli esami raddoppieranno»
La Casa di Cura San Francesco sempre più un punto di riferimento per i pazienti bergamaschi. La clinica ha inaugurato ieri un macchinario all’avanguardia per la diagnostica: è la nuova Tac «Spectral CT 7500» Philips. Una tecnologia innovativa, capace di offrire immagini di altissima qualità che rivoluzionano l’assistenza ai pazienti nei vari ambiti di applicazione – cardiologia, neurologia, oncologia ma anche ortopedia – e pone la San Francesco come l’unica struttura in Lombardia ad averla in dotazione, nonché una delle 10 in tutta Italia, come specificato dal business manager di Philips, Roberto Secli. Da dicembre il macchinario – del valore di circa 1,5 milioni di euro – è a disposizione del reparto di Radiologia che ora potrà svolgere un lavoro ancora più mirato. «Questo non è un punto d’arrivo, ma una tappa, da dove vogliamo ripartire per continuare a garantire servizi affinché la risposta ai bisogni dei cittadini bergamaschi sia effettiva», commenta il direttore generale della clinica, Antonello Zangrandi. «La Casa di Cura – sottolinea la direttrice sanitaria Silvia Bignamini – è un riferimento per molti pazienti con patologie croniche, da quelle oncologiche a quelle cardiologi-che, da quelle neurologiche a quelle oculistiche e osteomuscolari. La diagnostica per immagini è fondamentale per la diagnosie il monitoraggio ditut-te queste patologie. Lo scorso anno sono state eseguite circa 12.000 Tac dalla nostra Radiolo-gia, di cui il 60% apazienti oncologici. Questa nuova Tac, che è aggiuntiva, permetterà verosimilmente di raddoppiare queste prestazioni oltre a fornirne di nuove, come le Tac coronari-che». Un servizio in collaborazione «con gli ospedali pubblici del territorio, con cui non siamo in competizione ma in un rapporto di complementarietà» al punto, dice, da fare della clinica «un satellite» dell’ospedale Papa Giovanni XXIII.
«Un cambio di paradigma»
«La nuova Tac rappresenta un cambio di paradigma per la diagnosi di precisione – spiega Gianluigi Patelli, primario di Radiologia -. Con vantaggi dal punto di vista clinico e da quello del risparmio delle risorse e dell’ottimizzazione dei percorsi diagnostici e terapeutici: l’accuratezza delle indagini, la velocità delle scansioni e il maggiore numero di immagini acquisite, che comportano quindi una riduzione dei tempi degli esami, ma anche della dose dei raggi e della quantità necessaria di mezzo di contrasto per il paziente». Aumentano le performance di cura, così come la vicinanza della San Francesco al territorio. «Siamo nate per un servizio alla popolazione e siamo stati presenti dove c’era bisogno partendo dal basso. La clinica per noi è stato un rispondere a una chiamata», afferma suor Anna Maria Villa, rappresentante legale della Clinica. Un servizio apprezzato anche dalle istituzioni: «Siete una delle realtà più integrate con il territorio, con attenzione anche a coloro che hanno meno facilità di accesso alle cure», è il pensiero della sindaca Elena Carnevali, a cui si aggiunge quello del consigliere regionale Roberto Anelli, vicepresidente della III Commissione Sanità: «La sanità lombarda è una sanità di eccellenza a livello nazionale ed europeo e lo è grazie a tutti gli operatori sociosanitari che lavorano nei nostri ospedali e centri di cura». Il «via» ufficiale è stato dato con il taglio del nastro e la benedizione di don Alberto Monaci, direttore dell’Ufficio per la Pastorale della Salute della Diocesi.
Lorenzo Catania




