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Una mela al giorno
HomeProgettiUna mela al giorno

UNA MELA AL GIORNO
Progetto

"Questo progetto è stato intitolato  Una mela al giorno in quanto al proverbio abbiamo rubato il significato attribuito simbolicamente alla mela, intendendola come frutto della natura. In quanto tale è godibile ma, secondo il proverbio, è anche cura, medicina, ambito di benessere per la persona. Inoltre, il coltivarla, il vederla nascere e crescere sull’albero, il prendersi cura di lei è cura all’anima e alla psicologia dell’uomo. Non è solo lavoro. Ma una mela, un frutto, un albero è dono e fonte di sapienza, cultura, conoscenza della vita. Perché tutto ciò si renda possibile, occorre non essere soli. Ci vuole una rete. Per questo il progetto è articolato nelle sue diverse esigenze di realizzazione pur essendo nel suo insieme unitario".

Suor Maria Villa
Responsabile Progetti Speciali

Nel progetto, molto articolato e ricco di “racconti”, perché anche i luoghi si possono raccontare, abbiamo voluto connettere gli elementi archetipici del vivere un giardino con le esigenze funzionali e sanitarie del sistema di accoglienza e educativi per i più piccoli che ha nei suoi scopi anche la cura dell’ospite e la presunzione educativa del territorio. Queste sono attività indispensabili perché gli ospiti del quartiere devono sentirsi a “casa” e non in un luogo di cura da tenere distanziato, ma devono ritrovare la dimensione del vivere quotidiano, quella del “paese” dove relazionarsi con gli altri. L’elemento chiave, o meglio il luogo di cerniera dove stimolare le connessioni con il mondo “fuori”, devono essere gioiosi, didattici, accattivanti e incuriosire e attrarre le giovani generazioni.
Abbiamo pensato che il parco possa avere in sé tutte queste capacità di attrazione e diventare un luogo di incontro intergenerazionale e anche educativo. L’impegno progettuale prevede di realizzare diversi luoghi tematici di riferimento che possono stimolare l’incontro. È a tutti noto come gli anziani tendano a diventare abitudinari e per esempio una “zia Maria” qualunque la si trova sempre al giardino delle rose, un papà Ersilio sarà spesso vicino agli alberi da frutto, mentre nonno Alfredo cura i pomodori nell’orto o assapora dalle dita il profumo delle erbe aromatiche che coltiva anche su tavoli rialzati. E tutto questo si può fare narrazione e ‘fiaba’ per il nipotino Giorgio.
Il progetto parte da queste riflessioni per poi aprirsi a progettualità più complesse, in base alla fruibilità dei cittadini di Varese. In molti non hanno mai avuto il piacere di entrare e di godere di questo meraviglioso parco secolare. Fra i principali obiettivi del progetto:

  • Aggregare risorse sociali, economiche e culturali attorno alla fruizione e valorizzazione del patrimonio naturale, paesaggistico e storico-artistico del Varesotto come motore di sviluppo di un territorio e della comunità. L’esistenza di un parco storico in centro città inutilizzato da decenni da parte dei cittadini, perché ormai gli anziani ricoverati sono tutti allettati, si apre alla comunità e al quartiere offrendo spazi meravigliosi e di qualità. Il parco composto da alberature secolari, anche di importanti dimensioni, con zone tematiche dedicate, diventa luogo di aggregazione anche per i giovani in un rapporto intergenerazionale importante per la crescita degli uni e per la possibilità di relazione che si possono creare con gli ospiti della RSA;
  • Sostenere la conoscenza del territorio del Varesotto e della sua identità attraverso la connessione delle meraviglie naturali e paesaggistiche al patrimonio culturale, materiale e immateriale. Il parco storico della RSA è una scoperta straordinaria se venisse aperto alla città che non lo conosce. Fino ad oggi il parco è stato fruibile solo per gli ospiti della RSA ed ai famigliari. La bellezza del parco e la sua storia diventerà un patrimonio comune, fruibile da tutti, ma necessita di manutenzione e di una progettualità nuova. In questo momento storico, piegato a logiche di sopravvivenza energetica, la cura del bello sembra passare in secondo piano mentre l’Istituto Suore Cappuccine di Santa Madre Rubatto è convinto che la bellezza cura, decide di investire per mettere a disposizione della città un patrimonio vegetazionale e storico che non è mai stato fruibile per i cittadini.
  • Creare un’immagine del territorio e contribuire alla sua promozione in ambito locale (e oltre), che possa anche fungere da attrattore verso il paesaggio e la natura del Varesotto per un turismo lento, sostenibile e di qualità;
  • Costruire attorno alle meraviglie naturali, paesaggistiche e del patrimonio culturale del Varesotto una programmazione artistica, culturale e ambientale diffusa, con intenti di riqualificazione e valorizzazione, nonché il coinvolgimento degli abitanti del luogo, delle famiglie e delle scuole. L’accordo con il Liceo Artistico e gli studenti di Agraria o di altre discipline artico-culturali consentirà ai giovani non solo di godere del patrimonio arboreo e magnificente della RSA ma anche potrà diventare un laboratorio su cui realizzare progetti condivisi d’arte o di cura del verde e degli orti, a seconda degli interessi dei ragazzi. Il parco come luogo attrattore per mettere in relazione i giovani con gli anziani portatori di racconti e di ricordi da raccogliere, selezionare e tutelare.

Per fare questo è necessario un progetto trasversale che possa mettere in sicurezza la fruizione del parco migliorarne l’accessibilità e tematizzarlo nelle sue diverse peculiarità.

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L’ Istituto Suore Cappuccine di Madre Rubatto da sempre investe risorse destinate a realizzare progetti di assistenza, cura, supporto e vicinanza rivolti soprattutto alle persone fragili poste al centro della propria mission.

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