L’intervista al Responsabile dell’Ufficio Tecnico Paolo Lampugnani
Tutte le attività del nostro ufficio sono orientate a un duplice obiettivo: da un lato, fornire ai professionisti strumenti e tecnologie all’avanguardia per lo svolgimento ottimale delle loro attività; dall’altro, offrire ai pazienti ambienti accoglienti, confortevoli, funzionali e dotati di servizi tecnologicamente avanzati.
Qual è il ruolo principale dell’area tecnica all’interno della Casa di Cura San Francesco e delle altre opere dell’Istituto Madre Rubatto e in che modo contribuisce al lavoro dei colleghi e al benessere dei pazienti?
L’Area Tecnica dell’Istituto svolge un duplice ruolo fondamentale nella gestione delle attività all’interno delle strutture:
- Garantire, attraverso personale interno ed esterno, la sicurezza, l’efficienza e la continuità operativa di tutti gli impianti, le apparecchiature e le infrastrutture dell’Istituto, al fine di supportare adeguatamente le attività sanitarie e amministrative. È attivo un servizio di reperibilità e gestione degli allarmi, che consente il monitoraggio costante degli impianti tramite una piattaforma di supervisione dedicata.
- Partecipare alla pianificazione e alla realizzazione di nuovi progetti strutturali e tecnologici, in linea con gli indirizzi strategici della Direzione Generale. In questo ambito, è importante sottolineare il ruolo operativo e di coordinamento tecnico svolto dall’Ufficio Tecnico nei progetti strategici.
Compiti principali dell’Area Tecnica sono:
- coordinamento delle installazioni tecnologiche e dei collegamenti informatici;
- supervisione dei lavori edili e impiantistici (elettrici, di climatizzazione, ecc.);
- gestione della manutenzione ordinaria e straordinaria;
- collaborazione con i servizi di Ingegneria Clinica, IT e Ufficio Acquisti;
- controllo dei costi e rispetto delle tempistiche progettuali, aspetti fondamentali per l’efficacia degli interventi.
Attualmente sono in fase di studio progetti di fattibilità per il potenziamento e l’ampliamento di diverse aree strategiche, tra cui:
- il servizio di endoscopia
- le sale operatorie
- la farmacia
- una nuova area di degenza riservata ai pazienti privati
- una revisione razionale degli spazi complessivi dell’Istituto.
Tutte queste attività sono orientate a un duplice obiettivo: da un lato, fornire ai professionisti strumenti e tecnologie all’avanguardia per lo svolgimento ottimale delle loro attività; dall’altro, offrire ai pazienti ambienti accoglienti, confortevoli, funzionali e dotati di servizi tecnologicamente avanzati.
Quale è stato il percorso che l’ha portata a ricoprire questa posizione?
Il mio percorso lavorativo ha sempre avuto un profilo tecnico. Ho iniziato a lavorare come disegnatore meccanico all’età di 16 anni, mentre proseguivo gli studi fino al conseguimento del diploma di Geometra.
La mia formazione professionale è iniziata in alcuni studi tecnici di architettura, per poi proseguire in importanti aziende del settore delle costruzioni edili. Circa 20 anni fa ho intrapreso un nuovo percorso nel settore sanitario, iniziando presso l’ufficio tecnico di un presidio ospedaliero nella provincia di Bergamo.
Due anni fa sono stato chiamato a ricoprire il ruolo di responsabile dell’ufficio tecnico della Clinica San Francesco. Oltre a questa funzione, offro supporto tecnico anche alle altre strutture dell’istituto, incluse case di riposo e RSA.
Cosa significa per lei, come responsabile tecnico, “stare al fianco di chi si prende cura”?
All’interno del nostro Istituto ci sono persone che, ogni giorno, si fanno carico della fragilità altrui. Sono familiari, operatori sociali, educatori, volontari, infermieri, medici. Persone che scelgono – o si trovano a dover scegliere – di esserci, anche quando è difficile, anche quando le risorse sono scarse, anche quando il loro impegno resta invisibile.
A queste persone va riconosciuto non solo il nostro rispetto, ma anche un supporto concreto.
Credo che prendersi cura di chi si prende cura sia una responsabilità di tutti. Per questo voglio ribadire con forza un messaggio che è al centro della nostra visione e del nostro operato: stare al fianco di chi si prende cura.
Significa ascoltare i bisogni di chi dedica tempo ed energie agli altri. Significa costruire reti di sostegno e garantire l’accesso ai servizi. Significa investire nella formazione, nella salute mentale, nel benessere di chi ogni giorno affronta la fragilità altrui. Significa, soprattutto, non lasciarli soli.
Perché la cura non è solo un gesto individuale: è un valore sociale, un diritto da tutelare, un bene comune da sostenere. Accompagnare chi si prende cura è un impegno etico e civile: vuol dire costruire una sanità più umana, solidale e giusta, dove nessuno – né chi cura, né chi è curato – venga lasciato solo. “Prendersi cura” è un grande atto di Carità. San Paolo indica questo come il gesto d’Amore più grande.
La nostra attività “tecnica” vuole essere una risposta, per quanto parziale, a questa sfida.
Quali sono le sfide più frequenti che affrontate nella manutenzione quotidiana degli ambienti e degli impianti?
Le sfide che una persona può affrontare quotidianamente sul lavoro variano notevolmente in base al ruolo, al settore e al contesto lavorativo. Tuttavia, esistono alcune difficoltà comuni che molti professionisti si trovano ad affrontare ogni giorno. Tra le principali si possono citare:
- Gestione del tempo
- Comunicazione efficace
- Stress e pressione
- Adattamento ai cambiamenti
- Gestione dei conflitti
- Motivazione e soddisfazione personale
- Problem solving continuo
Queste rappresentano alcune delle problematiche con cui un ufficio si confronta quotidianamente. L’adozione di approcci preventivi e predittivi può contribuire in modo significativo a mitigare molte di queste difficoltà. Ciò richiede però una pianificazione attenta, investimenti mirati in tecnologie adeguate e un forte focus sulle relazioni interpersonali e sulla cultura organizzativa.
Da quanto tempo lavora in Clinica? In questo periodo avete realizzato interventi di ristrutturazione significativi: quali sono stati e quali benefici hanno portato?
Lavoro in clinica da un paio d’anni e ho assunto la responsabilità dell’area tecnica. In questo periodo sono stati realizzati diversi progetti che hanno ampliato l’offerta di servizi sanitari agli utenti. Tra i più significativi cito:
- il potenziamento del servizio di Radiologia, con l’installazione di due nuove TAC, di cui una ad alte prestazioni, e l’attivazione di nuovi ambulatori ecografici;
- la creazione di una nuova unità di Senologia;
- l’apertura del nuovo Day Hospital Oncologico e il suo successivo ampliamento, grazie anche al prezioso contributo dell’Accademia dello Sport;
- la ristrutturazione completa di due sale operatorie ISO 5, con i relativi impianti di trattamento dell’aria;
- l’installazione del nuovo impianto di climatizzazione estiva/invernale presso la RSA di Bergamo.
I benefici di queste iniziative sono già evidenti: si registra un aumento delle prestazioni e degli esami richiesti, accompagnato da un riscontro positivo da parte dell’utenza.
Per la Clinica San Francesco si tratta di un importante passo avanti, necessario per restare al passo con l’evoluzione tecnologica e con le sempre crescenti richieste di cure e specializzazioni.
Come riuscite a coniugare efficienza tecnica, sicurezza e attenzione agli spazi di cura?
Coniugare efficienza tecnica, sicurezza e attenzione agli spazi di cura rappresenta una sfida fondamentale, soprattutto nei contesti sanitario e tecnologico.
Per affrontarla efficacemente, è necessario adottare un approccio integrato, capace di considerare le esigenze specifiche di ciascun elemento. Questi aspetti, infatti, possono essere intesi come componenti di un sistema interconnesso, in cui ciascuno alimenta e rafforza l’altro:
- l’efficienza tecnica, attraverso tecnologie e automazione, sostiene la sicurezza (riducendo gli errori e garantendo un monitoraggio costante) e agevola la gestione degli spazi;
- la sicurezza, a sua volta, accresce l’affidabilità delle soluzioni tecniche e contribuisce a rendere gli spazi di cura più efficaci, creando ambienti in cui le persone si sentono protette;
- spazi ben progettati migliorano la qualità dell’assistenza, facilitando l’interazione tra persone e tecnologie.
L’integrazione armoniosa tra efficienza tecnica, sicurezza e progettazione degli ambienti richiede l’uso strategico di tecnologie innovative, una progettazione attenta e l’applicazione di rigorosi standard di sicurezza. Solo così è possibile creare sistemi realmente efficaci e centrati sulla persona.
In che misura le nuove tecnologie o soluzioni sostenibili stanno influenzando il vostro lavoro?
Le nuove tecnologie e le soluzioni sostenibili stanno avendo un impatto sempre più significativo sul mondo del lavoro in numerosi settori. Le principali trasformazioni possono essere sintetizzate in alcuni ambiti chiave:
- automazione e digitalizzazione
- sostenibilità e progettazione ecologica
- tecnologie per il monitoraggio e il controllo energetico
- materiali innovativi e green
- collaborazione e condivisione dei dati
- innovazioni nella progettazione e produzione
- analisi dei dati e intelligenza artificiale
Queste innovazioni non solo migliorano l’efficienza e riducono i costi, ma stanno anche favorendo un cambiamento culturale e operativo all’interno degli uffici tecnici, promuovendo pratiche più responsabili e orientate alla sostenibilità.
Grazie



