L’intervista al Responsabile del Sistema Informativo dell’Istituto Madre Rubatto, il dottor Mario Garioni, che ci racconta l’impegno, le sfide e la missione del suo lavoro.
“Voglio ringraziare di cuore i miei collaboratori per l’impegno e la dedizione con cui, ogni giorno, si adoperano per rendere possibile tutto ciò di cui ho parlato e per supportare e affiancare gli utenti, rispondendo alle loro esigenze.”
Che cosa significa per lei, nel suo ruolo, “stare al fianco di chi si prende cura”?
Per noi che ci occupiamo di soluzioni tecnologiche, significa mettere a disposizione degli operatori le soluzioni migliori (quindi più sicure, efficienti ed efficaci) per permettere loro di concentrarsi sul paziente, delegando operazioni semplici e ripetitive alla componente informatica.
Qual è la sfida più grande per un responsabile sistema informativo in una realtà come la vostra che comprende una Casa di Cura e diverse RSA?
In generale il problema principale in ambito informatico è quello di realizzare soluzioni che abbiano un elevato livello di integrazione, evitando quindi operazioni di reinserimento di dati che comportano il rischio di errori. In un contesto in cui sono presenti sia la componente sanitaria che quella socio-sanitaria, la complicazione è amplificata dalle differenze tra i due ambiti.
Come si coniugano, secondo lei, tecnologia e umanità nella cura? Ha un esempio concreto in cui un’innovazione ha davvero fatto la differenza per pazienti o operatori?
Come dicevo in precedenza la tecnologia deve sgravare l’operatore da operazioni semplici e ripetitive, aiutandolo a non commettere errori, questo significa avere più tempo da dedicare alla cura dei pazienti. Un’innovazione che ha cambiato significativamente le nostre modalità di rapporto con gli utenti è stata l’introduzione di GAIA: un sistema basato sull’Intelligenza Artificiale che consente al paziente di richiedere una prenotazione (parlando con un operatore virtuale) anche quando gli sportelli sono chiusi e permette di gestire in modo estremamente efficiente anche lo spostamento di appuntamenti (è GAIA che chiama il paziente e propone la nuova data).
Quando deve prendere decisioni su nuove tecnologie o strumenti digitali, qual è la sua priorità assoluta?
La tecnologia deve aiutare a migliorare ed efficientare i processi organizzativi, per cui la priorità è sempre focalizzata sulla possibilità di aiutare le persone a lavorare meglio, con maggiore serenità e sicurezza (per sé e per i pazienti).
C’è stato un momento in cui ha percepito chiaramente che il suo lavoro ha alleggerito o migliorato quello di personale sanitario, socio sanitario o amministrativo?
Sinceramente non c’è stato un singolo momento in cui c’è stata questa percezione in modo più forte di altri…tutto il nostro lavoro è focalizzato ad ottenere un costante miglioramento delle condizioni di lavoro dei nostri colleghi, in qualsiasi ambito. La cosa che ci ripaga di tutti gli sforzi profusi è quando qualcuno, magari parlando alla macchinetta del caffè, ci ringrazia per quello che stiamo facendo.
Come riesce a coinvolgere il personale nell’uso di nuove tecnologie, evitando resistenze o timori?
La risposta è molto semplice: se la tecnologia viene vissuta come un’imposizione dall’alto non verrà mai completamente compresa e accettata. L’unico modo per riuscire ad ottenere i risultati migliori è la condivisione, ovvero coinvolgere fin dall’inizio il personale in tutte le fasi di implementazione di un progetto che preveda contenuti tecnologici. In questo modo potranno essere presi in considerazione fin dall’inizio quelle che sono le problematiche, i dubbi, i desiderata, degli operatori, mettendo a loro disposizione qualcosa di veramente coerente con le loro aspettative e bisogni.
Che tipo di innovazione sogna di poter realizzare nei prossimi anni per sostenere ancora meglio chi si prende cura e i pazienti?
L’obiettivo su cui stiamo concentrando la maggior parte dei nostri sforzi è quello di implementare la Cartella Clinica Elettronica: questo progetto rappresenta un’evoluzione culturale di grandissima portata, in quanto significa cambiare in modo sostanziale l’operatività di tutto il personale sanitario.
In una realtà come la San Francesco quanto è difficile restare aggiornati sulle innovazioni digitali rispetto alle grandi strutture sanitarie?
Anche le realtà di dimensioni più contenute non possono restare indietro rispetto alle continue evoluzioni in campo tecnologico. Da questo punto di vista credo sia importante sottolineare la necessità di un continuo confronto con i fornitori per valutare le soluzioni sul mercato e, dall’altra parte, il confronto con soggetti che si confrontano con le nostre stesse problematiche (mi riferisco al Tavolo Tecnico di ARIS a cui partecipiamo costantemente ed in cui ci confrontiamo su tematiche di interesse comune).
Se dovesse spiegare a qualcuno perché il suo lavoro è fondamentale per chi si prende cura ogni giorno, cosa direbbe?
Anche qui la risposta è semplice: credo che oggi senza il supporto della tecnologia non sarebbe più possibile operare in nessuna struttura, meno che mai in un ambiente complesso come quello sanitario e socio-sanitario.
Ha qualcosa da aggiungere?
Voglio ringraziare di cuore i miei collaboratori per l’impegno e la dedizione con cui, ogni giorno, si adoperano per rendere possibile tutto ciò di cui ho parlato e per supportare e affiancare gli utenti, rispondendo alle loro esigenze.




